One Health e ambiente,
Amato porta a Expomedicina la sfida della prevenzione
Alla VI edizione di Expomedicina, Salone euromediterraneo dell’innovazione tecnologica in sanità, il presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Palermo, Toti Amato, porterà al centro del confronto il tema One Health e ambiente: un approccio che collega salute umana, salute animale, ecosistemi, clima e prevenzione. La sfida è spostare lo sguardo oltre l’ospedale, perché una parte rilevante dei rischi sanitari nasce dalla qualità dell’aria, dall’acqua, dalle trasformazioni climatiche, dalla perdita di equilibrio degli habitat e dalla diffusione di malattie trasmesse da animali o vettori. In questa prospettiva, l’impegno dell’Ordine è promuovere formazione, cultura scientifica e responsabilità professionale, rafforzando il ruolo dei medici nella prevenzione dei rischi ambientali e climatici e nel dialogo con istituzioni, servizi territoriali, mondo della ricerca e cittadini.
Dichiarazione proposta
«One Health non è uno slogan, ma un modo nuovo e necessario di leggere la salute pubblica. Le malattie, oggi, non nascono soltanto dentro gli ospedali: sono legate alla qualità dell’aria, all’acqua, al clima, alla sicurezza degli ecosistemi e al rapporto tra uomo, animali e territorio. Per questo l’Ordine dei medici è chiamato a promuovere cultura scientifica, formazione e responsabilità professionale anche su questi temi. La prevenzione ambientale è prevenzione sanitaria: significa ridurre malattie, ricoveri e disuguaglianze e rendere più forte il Servizio sanitario nazionale».

Prof. Toti Amato
Presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Palermo
I temi dell’intervento
La tutela della salute non riguarda solo ospedali, ambulatori e farmaci, ma anche ambiente, animali, clima, sicurezza alimentare, acqua e qualità degli ecosistemi.
Ridurre inquinamento, esposizioni nocive e impatti climatici significa diminuire il carico di malattie respiratorie, cardiovascolari e infettive e alleggerire la pressione sui servizi sanitari.
L’area euro-mediterranea è uno snodo particolarmente vulnerabile per cambiamento climatico, scarsità d’acqua, mobilità delle popolazioni e diffusione di malattie trasmesse da vettori.
l modello One Health richiede competenze aggiornate, capacità di lettura dei determinanti ambientali della salute e maggiore integrazione tra medicina, sanità pubblica, epidemiologia e ambiente.
Sorveglianza condivisa, scambio di dati epidemiologici e risposte coordinate tra Paesi sono strumenti essenziali per affrontare rischi che non si fermano ai confini amministrativi o nazionali.
Dati di contesto
Perchè conta per One Health – Il dato conferma il legame tra salute umana, salute animale e ambiente e rende necessaria una sorveglianza integrata
Perchè conta per One Health – La qualità dell’aria è un determinante sanitario diretto, con effetti su cuore, apparato respiratorio e fragilità croniche
Perchè conta per One Health – Caldo estremo, malnutrizione, malaria, diarrea e stress termico sono indicatori della relazione tra clima e salute
Perchè conta per One Health – L’area è più esposta a ondate di calore, stress idrico, nuovi vettori e rischi per popolazioni vulnerabili
Perchè conta per One Health – Il tema è già dentro la programmazione nazionale e richiede raccordo tra Servizio sanitario nazionale, sistemi regionali di prevenzione e protezione ambientale
Scheda di approfondimento
L’approccio One Health riconosce che la salute delle persone, degli animali, delle piante e degli ecosistemi è collegata. Non è quindi un tema settoriale, ma una chiave di sanità pubblica: consente di leggere in modo unitario fenomeni come zoonosi, antibiotico-resistenza, inquinamento, sicurezza delle filiere alimentari e cambiamento climatico.
Per l’Ordine dei medici di Palermo, il punto centrale è culturale e professionale: la medicina del futuro non potrà limitarsi alla cura della fase acuta, ma dovrà contribuire alla prevenzione dei rischi prima che diventino malattia. Questo significa formare professionisti capaci di riconoscere i determinanti ambientali della salute, dialogare con epidemiologi, veterinari, biologi, tecnici della prevenzione, amministratori e comunità locali, e promuovere scelte pubbliche fondate su evidenze scientifiche.
Il Mediterraneo rende questa impostazione ancora più urgente. È un’area di scambio, mobilità e fragilità climatica, dove ondate di calore, scarsità d’acqua, inquinamento e diffusione di vettori possono incidere sulla salute dei cittadini e sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. In questo scenario, la prevenzione ambientale diventa anche prevenzione clinica: meno esposizioni nocive significano meno ricoveri, meno cronicità aggravate, minori disuguaglianze e maggiore resilienza dei servizi.
L’intervento di Amato a Expomedicina si inserisce dunque nel cuore della manifestazione: innovazione, multidisciplinarietà e area euro-mediterranea. One Health non riguarda solo nuove tecnologie, ma un modo più avanzato di usare conoscenza, dati, formazione e responsabilità istituzionale per proteggere la salute prima che arrivi al letto del paziente.
